Alla Ferrero si può brindare. O meglio, lo possono fare i circa 6 mila dipendenti, sparsi tra i vari stabilimenti dell’azienda dolciaria piemontese. I sindacati hanno infatti raggiunto un accordo per un premio fino a 2.150 euro lordi a seconda degli obiettivi raggiunti. Sono esclusi dall’accordo esclusivamente i manager.

 

La cifra è stata concordata non solo sulla base del risultato economico (che concorre a determinare il 30% del premio), ma anche sul risultato gestionale (che rappresenta il 70% del premio). Cambia dunque da stabilimento a stabilimento, a seconda dell’andamento di ognuno. La Ferrero, oltre alla storica sede di Alba, premierà i dipendenti di Balvano, Pozzuolo e Sant’Angelo.

 

L’incontro tra sigle sindacali e azienda ha permesso a quest’ultima di fornire anche notizie sull’andamento del mercato, sulle prospettive produttive aziendali, sui programmi d’investimento per gli stabilimenti e sulle unità aziendali italiane, sulle tendenze occupazionali e sulle iniziative previste dall’accordo integrativo aziendale in vigore.

 

Nello scorso mese di luglio, azienda e organizzazioni sindacali avevano infatti firmato il nuovo integrativo, basandosi su tre principi fondamentali: il nuovo premio di produttività per i prossimi quattro anni, +14% rispetto al passato, la flessibilità con rafforzamento dello smart working e che si estende a tutti gli stabilimenti italiani dopo la sperimentazione di Alba, il part time per i genitori fino al quarto anno di via dei figli. Ferrero è in grande crescita: nel mese di gennaio ha infatti acquisito il ramo dolciario di Nesté, negli Stati Uniti, divenendo così la terza più grande azienda dolciaria in America. Qui aveva già rilevato Fannie May e Ferrara Candy, con prodotti che vanno dal cioccolato (le praline Ferrero sono le più diffuse sul pianeta) agli snack, con icone come Nutella e Tic Tac.


Sempre nell’accordo firmato in estate, la Ferrero ha confermato di voler “avviare nuove linee produttive, con l’obiettivo di sviluppare ulteriori e differenti possibilità di business”. Negli stabilimenti del Sud Italia, si potrebbe cominciare a parlare di biscotti. Parte delle risorse investite andranno ad aggiornare gli impianti produttivi, in nome dell’innovazione. Entro fine anno, infine, verrà creato un vero e proprio gruppo di lavoro che studierà il modello di banca ore solidale e la possibile conversione del premio legato agli obiettivi in welfare aziendale.