A due anni dalla riforma delle pensioni Fornero, la questione esodati è stata già affrontata con cinque provvedimenti governativi. Un altro è ora giunto in commissione Lavoro al Senato, dopo la prima approvazione alla Camera lo scorso luglio.

I provvedimenti sono consistiti finora nelle cosiddette “salvaguardie”: sono state individuate cioè determinate categorie di soggetti ai quali si continuano ad applicare, per quanto riguarda i requisiti di accesso alla pensione, le disposizioni in vigore prima dell’entrata in vigore della riforma, anche se maturano tali requisiti successivamente al 31 dicembre 2011.
La nuova salvaguardia, ora in discussione al Parlamento, interessa 32.100 posizioni, in gran parte non toccate dai precedenti decreti, e per la prima volta viene allargata anche a soggetti (4mila) rimasti senza lavoro, tra il 2007 e il 2011, dopo contratti a termine.  Con questo provvedimento, l’esecutivo Renzi si misura per la prima volta con il problema degli esodati; il ministro del Lavoro Poletti ha peraltro annunciato l’obiettivo di voler chiudere la partita con “impegni strutturali” nella prossima legge di stabilità 2015.

La sesta salvaguardia potrà interessare 5.500 lavoratori in mobilità, 12 mila soggetti che avevano chiesto di proseguire con i versamenti volontari prima della riforma, 8.800 lavoratori cessati per accordi individuali o collettivi, 1.800 lavoratori in congedo per la cura di parenti disabili e 4mila lavoratori cessati da un rapporto di lavoro a tempo determinato.
Il report dell’Inps
A luglio l’Inps aveva fatto il punto con un “report salvaguardie”, certificando come, a fronte delle 162 mila posizioni aperte con le prime quattro salvaguardie, sono state quasi 90 mila le certificazioni riconosciute e 46 mila le pensioni attivate. Al momento è in via di completamento il primo decreto, quello di giugno 2012: su 65 mila posizioni salvaguardate, mancano poche centinaia di pensioni da liquidare.
Il secondo provvedimento, datato agosto 2012, ha avuto solo 6 mila certificazioni da parte dell’Inps, con meno di 5 mila pensioni liquidate. Delle 16.130 posizioni aperte tra le due leggi di stabilità del 2013 e del 2014, le certificazioni dell’Inps sono ancora ferme a 7 mila e le pensioni liquidate solo 4 mila. Infine l’ultimo provvedimento del 2013, che interessava 9 mila esodati, ha certificato già 2 mila posizioni con 586 pensioni attivate.