Nel 2012 le auto blu sono diminuite del 27% rispetto all’anno prima. Non solo, ma oltre alle dismissioni, molte amministrazioni hanno modificato le classificazioni sulle modalità di utilizzo delle autovetture, adeguandosi alle nuove disposizioni, destinando ai servizi operativi senza autista vetture precedentemente assegnate ad personam. A rilevarlo è il censimento permanente e monitoraggio dei costi delle auto pubbliche realizzato da Formez Pa, su incarico del ministero per la Pubblica amministrazione e la semplificazione. Nel complesso, secondo il rapporto, le pubbliche amministrazioni dispongono di un parco auto da 59.202 vetture, il 3,1% in meno rispetto a un anno prima. Le Pa locali ne possiedono il 92,3%, a fronte del 7,7% detenuto dalle amministrazioni centrali. Il 41,2% va ai Comuni, il 31,7% alle Asl e aziende ospedaliere, mentre il 4,3% alla Pa centrale in senso stretto (organi di rilievo costituzionale, ministeri, enti previdenziali, università, enti pubblici non territoriali).La quota di auto blu (cioè quelle di rappresentanza in uso ai vertici delle amministrazioni, o comunque di servizio guidate da un autista) è di 7.118 unità, pari al 12,0% del totale (cui vanno aggiunte circa 100 auto blu in forza agli organi costituzionali, non soggetti alla rilevazione). La massima concentrazione nei Consigli regionali (90,4% sul totale auto in dotazione), nella Pa centrale (63,3%) e nelle Camere di commercio (49,6%). Il rapporto tra auto blu e il parco macchine della PA risulta particolarmente alto al Sud, in particolare in Molise, Puglia, Campania, Calabria e Sicilia dove le percentuali sono comprese tra il 25% e il 28%