Ue, la deflazione fa paura
La crescita nell’eurozona rallenta, c’è incertezza nelle economie emergenti e preoccupa il crollo delle materie prime, ha detto il presidente della Bce Mario Draghi davanti al Parlamento europeo. Ma se gli effetti secondari del calo del petrolio sull’inflazione dovessero persistere e aggravarsi, ha dichiarato il numero uno dell’Eurotower, bloccando gli effetti benefici del quantitative easing, la banca centrale non esiterà ad agire a inizio marzo.
Tra i temi citati da Draghi, è proprio quello della deflazione il più preoccupante. La dinamica dei prezzi al consumo nell’Eurozona ha continuato a essere più debole del previsto e il pericolo è che pressioni inflative troppo basse si facciano sentire in modo duraturo su prezzi e salari, innescando una spirale negativa.
Intanto, sul versante bollente della guerra del greggio, è arrivata una raffica di bocciature da parte di Standard & Poor’s per i paesi più esposti agli effetti del calo del prezzo del petrolio