Il quotidiano svizzero Neue Zürcher Zeitung ha valutato, accanto alla situazione esplicita dei conti, quella implicita. ( tratto da lamiafinanza di lunedì 29/04/2013 Anno 8° n.119 )

L’Italia è un Paese virtuoso. L’Italia è l’unico, tra i 15 principali paesi europei, a vantare un avanzo pubblico. In coda, a una distanza abissale, Irlanda, Lussemburgo, Grecia e Spagna. Ma anche stati unanimemente ritenuti virtuosi in realtà hanno una montagna di debiti, a cominciare dalla Germania e dalla Svizzera. A fare i conti è stato il quotidiano svizzero Neue Zürcher Zeitung, che in un articolo intitolato L’iceberg del debito, ha calcolato, accanto al debito esplicito, quello implicito, che resta, di solito, invisibile. Se misurata con i parametri tradizionali, la situazione è quella nota: i paesi meno virtuosi, i più indebitati, sono la Grecia, dove il debito pubblico è pari al 170% del Pil, l’Italia, con il 120% circa, l’Irlanda e Belgio, che si attestano intorno al 100%. In Gran Bretagna, Francia e Germania si scende un po’, ma si resta comunque tra l’80% e il 90%.
Le cose cambiano però radicalmente se si fanno i conti con il debito implicito, che comprende tutti gli impegni che gli stati prendono per il futuro, ma per i quali non creano accantonamenti. Per esempio, le promesse a proposito delle pensioni o delle prestazioni nel settore sanitario (cura e salute), che gli Stati fanno ai loro cittadini per i prossimi decenni.  “Se si aggiungono i debiti pubblici impliciti, calcolati dal professor Bernd Raffelhueschen, agli ufficiali debiti espliciti, ci si può far cogliere dallo spavento”, scrive la Nzz. “Per gli Stati ‘euro 12’, l’intero debito pubblico ammonta a tre volte il Pil. In Irlanda il debito è pari a 13 volte il Pil, in Lussemburgo più di 11 volte. Ma persino “secchioni” come la Germania o la Svizzera si trovano improvvisamente con un debito decisamente più alto, spesso più volte più alto di quello implicito”. Ma la vera sorpresa sta nei conti italiani. L’Italia infatti compensa il suo debito pubblico esplicito, pari al 121% del Pil, con un implicito avanzo pubblico, pari al 123%. E quindi “non ha debiti”, ma “una buona posizione per quel che riguarda la sostenibilità finanziaria”. Paesi con un basso debito esplicito (misurato sul Pil), come il Lussemburgo e la Svizzera, sono messi molto peggio se si considera il debito implicito.  A eccezione dell’Italia e della Germania, inoltre, in tutti i paesi il debito implicito è sempre molto più grande di quello esplicito.
Considerando i debiti “invisibili”, bisognerebbe, “rivedere un po’ l’idea che ci facciamo della situazione dei debiti dei singoli paesi”. “La Francia si trova nella metà peggiore e anche l’Austria non brilla, mentre l’Italia sempre criticata si trova in cima, da una parte perché si presume che l’aumento delle spese pensionistiche e sanitarie rimanga basso, dall’altra parte a causa di un’eccedenza primaria piuttosto alta. Ma anche l’Italia”, conclude il giornale elvetico, “deve stare attenta, perché un aumento del tasso d’interesse e una crescita debole potrebbero far sì che il saldo primario non basti neanche per tenere stabile il debito totale. Per non parlare degli altri Stati…”.

Debito pubblico esplicito ed implicito in % del Pil

Fonte: Neue Zürcher Zeitung.
In blu scuro il debito pubblico esplicito, in blu chiaro il debito pubblico implicito.

Nota: 1 Il risultato dell’Italia, che è de facto un avanzo pubblico, risulta da un esplicito debito pubblico pari al 121% del Pil e un implicito avanzo pubblico pari al 123% del Pil.

 

 

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