Cuba e Stati Uniti sono separate da un braccio di mare lungo solamente 140 chilometri. Per molti americani si è trattato finora di una distanza insuperabile. A causa delle restrizioni sui viaggi solo pochi cittadini statunitensi di origine cubana potevano visitare l’isola caraibica. Ora il viaggio proibito per più di 50 anni può diventare realtà. L’Avana e Washington hanno annunciato lo scorso dicembre di voler ripristinare le relazioni politiche e commerciali.
Alla promessa di disgelo è stata già data concretezza. Alla metà di gennaio sono entrate in vigore nuove regole per i viaggi dagli Stati Uniti verso Cuba. I cittadini statunitensi non devono più richiedere  preventivamente un permesso speciale da parte del governo, ma possono visitare il Paese vicino in base ad una lista di una decina di motivazioni. Anche per le compagnie aeree e per le agenzie di viaggio è diventato più facile operare con Cuba.
La normalizzazione dei rapporti con gli Stati Uniti potrebbe portare nei prossimi anni ad un boom economico. Il livello di istruzione è piuttosto elevato ed i cubani hanno imparato a sfruttare ogni apertura al libero mercato per creare attività imprenditoriali. Il settore privato è ancora giovane ma è già un importante parte dell’economia e cresce molto dinamicamente.
Impulsi ancora maggiori alla crescita dovrebbero dare gli investimenti di capitale. Nell’ambito del disgelo sarà per le aziende statunitensi più semplice investire e alle istituzioni finanziarie sarà permesso fare affari con Cuba. L’arrivo dei dollari farà uscire il Paese dall’isolamento economico e aiuterà a rompere i monopoli di potere dando ai cittadini più libertà.
Gli economisti si attendono che le esportazioni statunitensi saliranno rapidamente ad almeno $5 miliardi. Nel 2013 l’export degli Stati Uniti verso Cuba ha raggiunto un volume di soli $360 milioni. Viceversa anche le esportazioni cubane verso il grande vicino dovrebbero aumentare significativamente dopo la fine dell’embargo.

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