Tra il 2007 e il 2013 il reddito disponibile delle famiglie italiane è diminuito, in termini reali, cioè di potere d’acquisto, del 10,6%: significa un calo di oltre 118 miliardi di euro, 2.100 euro per ciascun cittadino residente.

Il dato risulta dall’analisi presentato oggi da Cer – Confesercenti. Un fenomeno che, secondo gli autori della ricerca “spiega l’emergere di un sentimento di insicurezza” fra gli italiani. Perché la contrazione, oltre ad essere come abbiamo visto, molto ampia, è “inattesa” e “diffusa”.

“Inattesa, perché mai prima, nella storia della repubblica italiana, il reddito reale delle famiglie era diminuito per un periodo tanto lungo. Diffusa, perché tutte le zone del paese sono state colpite dall’arretramento dei redditi, anche le più ricche”.

Nei due anni successivi, 2014 e 2015, è stato recuperato solo l’1% della perdita subita, mentre, secondo le valutazioni del Cer Confesercenti, un recupero più consistente e pari all’1,7%, dovrebbe registrarsi nel 2016.

In tutto, tornerebbero così nella disponibilità delle famiglie italiane solo 25 miliardi di euro dei 118 andati persi durante la recessione: meno di 450 euro a famiglia.

L’analisi dell’associazione conferma dunque la bassa crescita dell’economia italiana.

La lunga recessione si è sì esaurita nell’ultimo trimestre del 2014, ma nei sei trimestri trascorsi da allora, la crescita complessiva del Pil è stata di appena l’1,5% e si è accompagnata alla stagnazione della produttività. Nello stesso periodo il Pil dell’Eurozona è aumentato quasi il doppio di quello italiano, sottolinea l’analisi.

Secondo Cer – Confesercenti, la crescita del Pil dovrebbe essere pari allo 0,7% nel 2017 e allo 0,9%, mentre per quest’anno non ci sarà nessuna accelerazione rispetto al più 0,8% già previsto.

“Alla fine del periodo di previsione, la massa del reddito disponibile delle famiglie registrerebbe in termini reali un aumento, rispetto al 2016, contenuto al 2,3%. Nel confronto con il valori pre-recessivi permarrebbe uno scostamento negativo di circa 70 miliardi (-6,2%).

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