E all’interno delle pmi la situazione è particolarmente critica per il calzaturiero. Il presidente di Assocalzaturifici, Cleto Sagripanti, spiega senza mezzi termini la questione: le 700 aziende aderenti rappresentano il 70% del fatturato nazionale del settore, ma si salvano solo quelle che riescono a vendere in aree geografiche diversificate, all’estero. Chi continua a basare la produzione sul mercato interno è travolto dalla crisi, perché il mercato interno semplicemente non c’è, chiarisce Sagripanti. I numeri del 2012 lo dimostrano: il valore della produzione è sceso dell’1,4% a 7,1 miliardi, mentre il volume si è ridotto del 4,1% a meno di 200 milioni di paia. In calo sia l’occupazione che il numero delle aziende attive, rispettivamente scese del 2,1% (-1.671 addetti) e di 250 unità a 5.356. Positivo il dato sulla pelletteria, la cui produzione è salita nel 2012 del 9,4% a 5,1 miliardi, ma il balzo lo si deve solo grazie all’export (+21,8%), perché il solo mercato interno avrebbe determinato una contrazione del 4,4%.

 

 

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