Il mondo del no profit cresce e si diversifica, la pubblica amministrazione si snellisce, le imprese si trasformano nel contesto della crisi e della globalizzazione. È il quadro delineato dall’Istat con il nono censimento su imprese, istituzioni e no profit.  Al 31 dicembre 2011, le organizzazioni no profit attive sono 301.191, con un +28% rispetto al 2001 (anno dell’ultima rilevazione), le imprese attive sono 4.425.950, con un aumento dell’8,4%, mentre le istituzioni pubbliche sono 12.183, il 21,8% in meno.
La vivacità del sistema produttivo, afferma l’istituto di statistica, “ha subito un rallentamento negli ultimi anni a causa della crisi strutturale che ha investito gran parte dell’Europa”. Il dinamismo interno al sistema “è rappresentato anche da un effetto ‘sostituzione’ tra un settore e l’altro in termini di occupazione e unità economiche”.Da una parte, infatti, “diminuisce l’occupazione dipendente nell’istruzione (-10,3%) e nella sanità e assistenza sociale pubblica (-8,6%), dall’altra aumenta nelle stesse attività economiche il numero degli addetti nel no profit (+78mila nell’istruzione, +123mila nella sanità e assistenza sociale) e nelle imprese (rispettivamente +13mila e +148mila)”.

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