Le Banche di Credito Cooperativo, a prescindere dalla loro grandezza o struttura, sono chiamate ad affrontare senza indugio la sfida dell’innovazione. E’ il messaggio che emerge al termine della giornata dei lavori di “Reload Banking,la Bancadel domani per un nuovo sviluppo dell’Italia”, promossa da Federlus (Federazione BCC Lazio Umbria Sardegna) svoltasi oggi a Roma. Un forum che ha intrecciato operatività bancaria con le prospettive del Paese e del mondo delle imprese, al quale ha portato il proprio contributo il Vice Direttore Generale di Banca d’Italia, Fabio Panetta, il quale ha sottolineato: «Ciascuna banca deve essere consapevole delle esternalità negative che deriverebbero per l’intera economia italiana, per essa stessa, da una stretta creditizia indiscriminata. Il rafforzamento del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese deciso dal Governo va nella giusta direzione. Occorre includere tra i potenziali beneficiari le aziende dotate di capacità competitiva e di solide prospettive di crescita, pur se caratterizzate da tensioni finanziarie. Il problema è gestire adeguatamente il flusso di finanziamenti alle imprese, condizione necessaria per la ripresa». «Nell’attuale congiuntura negativa le Banche di Credito Cooperativo hanno svolto e possono continuare a svolgere “un ruolo positivo” – ha scritto il viceministro della Sviluppo economico Antonio Catricalà nel suo intervento inviato al convegno – . Per continuare a svolgere il proprio ruolo benefico per il sistema imprenditoriale italiano è necessario adeguare con molta cura la legislazione generale in materia bancaria alla loro specifica realtà e alla loro specifica missione codificata negli statuti. In conclusione, dovrebbe essere mantenuta la specificità normativa che le caratterizza anche nei nuovi contesti regolatori dovuti agli interventi seguiti alla crisi. In Italia le condizioni di accesso al credito sono diventate via via più difficili nel corso del 2011, ma ancora oggi non si vedono chiari segnali di inversione della tendenza. La contrazione del credito ha raggiunto un picco tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012, quando è stata massima la tensione nel mercato dei titoli di Stato. Difficoltà di accesso, tuttavia, sono rimaste malgrado l’attenuazione degli spread». «La sfida dell’innovazione diventa un momento di crescita globale, con l’obiettivo di accompagnare in maniera ancora più determinata e tecnologicamente all’avanguardia i risparmiatori, ma senza perdere per questo la nostra anima sociale», ha sottolineato il Presidente di Federlus, Francesco Liberati. «In più nel mondo delle BCC italiane – ha rimarcato Paolo Grignaschi, Direttore Generale di Federlus – dal Nord al Sud del Paese, vi sono casi virtuosi che possono costituire da modello per il resto del sistema. Modelli locali che, valorizzati come pratiche d’eccellenza, possono contribuire a costruire quella visione del futuro così importante».

 

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