Crisi o no, gli italiani hanno voglia di uscire. A fronte di una fisiologica flessione dei consumi per la congiuntura sfavorevole, frequentare bar, ristoranti e locali resta comunque una piacevole abitudine. La spesa delle famiglie italiane per la ristorazione vale infatti 73 miliardi di euro, pari al 35% dell’intera spesa alimentare.
Dopo Spagna e Gran Bretagna, l’Italia è il Paese europeo con la maggiore incidenza dei consumi alimentari fuoricasa sul totale della spesa alimentare (35% a fronte di una media europea del 32%). In termini di spesa pro capite, gli italiani spendono in ristorazione circa 1.200 euro l’anno, il 32% in più dei francesi e il 53% più dei tedeschi. È quanto emerge dall’ultima ricerca dell’Ufficio Studi Fipe, “P.E. 24h La Cas@ fuoricasa“, che la Fipe-Federazione italiana pubblici esercizi, aderente a Confcommercio ha presentato nei giorni scorsi. Il bar rimane il luogo preferito dagli italiani per fare colazione con un totale annuo di circa 1,5 miliardi di consumazioni. I prezzi sono relativamente contenuti: 94 centesimi il prezzo medio dell’espresso e 1,26 euro quello del cappuccino.
A registrare una flessione maggiore è invece il consumo di cibo nella pausa pranzo. Tra il 2008 e il 2012 ben 204mila persone non entrano più nel pubblico esercizio per il pasto di metà giornata. Per fortuna il calo è parzialmente compensato dagli 8 milioni di persone a cui capita ogni tanto di consumare un pranzo fuori casa nei giorni feriali.
Un cambiamento di tendenze si registra anche per la cena. Se nel 1993 rappresentava il pasto principale della giornata per il 17% della popolazione, oggi lo è per il 24%. E se a cenare fuoricasa almeno una volta a settimana è il 28,3% dei cittadini, la metà predilige la pizzeria a fronte di un 25% che sceglie il ristorante, soprattutto in occasione di ricorrenze.
A dispetto della crisi economica, gli italiani amano insomma frequentare bar e ristoranti, nonostante una situazione non certo favorevole: secondo l’ufficio studi Fipe, nel 2012 la spesa delle famiglie si è ridotta di 1,6 miliardi di euro (-2,5%). Un dato negativo che si conferma anche per l’anno in corso, in cui è prevista una diminuzione dell’1,3%. I dati registrano in pratica un calo cumulato del 4% circa in due anni. “Nel 2012 il saldo tra aziende nuove e aziende scomparse è purtroppo negativo con -9.345 aziende – dichiarato Lino Stoppani, presidente di Fipe, in una nota stampa -. La cosa straordinaria è che, nonostante i tempi difficili, questo settore sta dimostrando comunque una grande vitalità sul piano occupazionale costituendo uno sbocco importante per i giovani e per quanti vengono espulsi dal settore manifatturiero. Purtroppo la politica non sembra capire il valore anche strategico del comparto (valorizzazione del made in Italy, della vocazione turistica del Paese, delle specificità dei territori), e continua ad adottare provvedimenti penalizzanti”.

Fonte: Foodweb

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