La crisi si abbatte su ristorazione e moda. Nei primi 8 mesi del 2013, hanno chiuso i battenti 50.000 imprese, con un saldo negativo di 20.000 esercizi, al netto delle nuove imprese avviate. Quasi 4.600 fra bar e ristoranti, mentre una chiusura su quattro nel commercio arriva da un negozio di abbigliamento. E’ quanto emerge dall’osservatorio Confesercenti,che a fine anno teme ora 30 mila chiusure definitive e la perdita di almeno 90.000 posti di lavoro. Si salva il web, in 20 mesi +24,5% di aperture di negozi online. I dati Confesercenti descrivono un’ecatombe di bar, ristoranti e alberghi nelle città italiane. Su tutte svetta Roma, dove nei ristoranti si arriva quasi al ritmo di due chiusure al giorno. CATERING: -112 imprese. La crisi non risparmia il settore commerciale della ristorazione collettiva che comprende i servizi di banqueting e catering e mense delle scuole e ospedali.

BAR: -2.035 esercizi. Nei primi otto mesi del 2013 hanno abbassato le saracinesche 2.035 attività commerciali che operano servizio di bar sul territorio nazionale: a fronte di 5.806 iscrizioni, infatti, si sono registrate 7.841 cessazioni.

RISTORANTI: -2.583 imprese. Non sta meglio il settore della ristorazione: qui, infatti, si sono spente le luci di 2.583 attività imprenditoriali da inizio anno: a 5.909 iscrizioni hanno corrisposto 8.492 cessazioni a fine agosto. La Campania svetta al primo posto con 289 imprese della ristorazione chiuse per sempre. Tra le città, Roma è capitale anche delle chiusure di bar e ristoranti: 417 attività sparite da gennaio 2013. In particolare, per i ristoranti il ritmo è stato quasi di due chiusure al giorno.

ALBERGHI E ALLOGGI: -371 attività. Saldo negativo risultante dal confronto tra le 830 iscrizioni e le 1.201 cessazioni registrate fino alle fine del mese di agosto. Questa volta il triste primato lo conquista l’Emilia Romagna, con 58 imprese scomparse nei primi otto mesi, seguita dalla Campania con un saldo negativo di 51 imprese e la Sicilia che perde 43 imprese del settore alloggio a pari merito con il Trentino Alto Adige/SudTirol.

MODA: continua il tracollo nel settore, visto che una cessazione su 4 nel commercio è un negozio di abbigliamento. Nei primi otto mesi hanno aperto solo 3.400 nuove attività nel comparto abbigliamento e tessile, a fronte di 8.162 chiusure, per un saldo negativo di 4762 unità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *