Perché il Pil pro capite, secondo i calcoli dell’ufficio studi di Confcommercio, torni ai livelli pre crisi, occorrerà attendere il 2027. Per la spesa delle famiglie ci vorranno tre anni in più, e ancora più lenta è la crescita del reddito disponibile, che recupererà quanto perduto solo nel 2034.

Le ipotesi sono riferite ai tassi di crescita attuali dei tre indicatori (più 1,25% per il Pil, più 0,95% per i consumi e più 1,05% per il reddito disponibile). Per ridurre il recupero a sei-otto anni servirebbe un tasso di crescita doppio, ma sono ritmi, precisano gli studiosi, che la nostra economia “non sperimenta da tempo”. Tra il 2007 e il 2014, ricorda Confcommercio, gli italiani hanno patito una riduzione in termini reali del 12,5% del Pil, del 14,1% per il reddito disponibile e dell’1,05% per il reddito disponibile.

L’analisi di Confcommercio punta l’indice sul contesto “altamente penalizzante” in cui operano le imprese. Intanto l’associazione ha calcolato una crescita dei consumi dello 0,5% in aprile, rispetto al mese precedente. Si tratta della variazione positiva maggiore degli ultimi due anni (in marzo si era registrato un calo dello 0,1%).

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