Aumentano solo gli acquisti di prodotti alimentari low cost nei discount (+1,6 per cento) nel 2013 ma in parallelo salgono anche a 534 gli allarmi alimentari in Italia, in crescita del 3 per cento rispetto all’anno precedente e soprattutto del 14 per cento superiori a quelle prima della crisi nel 2008, quando erano appena 468, sulla base del  numero di notifiche nazionali al sistema di allerta comunitario per la prevenzione dei rischi alimentari. E’ quanto emerge da una analisi presentata all’Assemblea dei giovani della Coldiretti, sulla base dei dati Istat relativi al commercio al dettaglio nel 2013 che a partire dagli anni della crisi ha visto un vero boom delle vendite nei discount in netta controtendenza con l’andamento generale del commercio al dettaglio che fa segnare il terzo calo consecutivo, per effetto della riduzione delle vendite negli ipermercati, nei supermercati e nei piccoli negozi, sia alimentari che non.
La crisi che porta a dire addio al negozio di fiducia con quasi la metà  degli italiani (47%) si reca in diversi esercizi commerciali per acquistare il prodotto che cerca dove costa meno, magari aiutati da internet e volantini sui quali è guerra nel pubblicizzare offerte speciali e sconti, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè. Con il 71 per cento dei consumatori che dichiara di confrontare con piu’ attenzione rispetto al passato i prezzi, gli italiani – sottolinea la Coldiretti – sono costretti a trasformarsi in veri detective della spesa: il 62 per cento va a caccia delle offerte speciali 3 per 2 e degli sconti e il 42 per cento cerca sempre e comunque i prodotti che costano meno. Il risultato – continua la Coldiretti – è stata la crescita delle vendite dei prodotti low cost nei discount alimentari con circa sei famiglie italiane su dieci che hanno tagliato quantità e qualità degli alimenti privilegiando nell’acquisto prodotti offerti spesso a prezzi troppo bassi per essere sinceri, che rischiano di avere un impatto sulla salute. A differenza di quanto è accaduto per tutti gli altri settori – sottolinea la Coldiretti -, dall’abbigliamento alle automobili, in cui gli italiani hanno rinunciato agli acquisti, per l’alimentare, che va in tavola tutti i giorni, questo non è possibile, almeno oltre un certo limite, ma si è verificato un sensibile spostamento verso i prodotti a basso costo per cercare comunque di risparmiare.  “Dietro questi prodotti spesso si nascondono infatti ricette modificate, l’uso di ingredienti di minore qualità o metodi di produzione alternativi” ha affermato la Coldiretti nel sottolineare che “verificare sempre gli ingredienti e la provenienza in etichetta, preferire l’acquisto di prodotti freschi o comunque poco elaborati e che non devono aver subito lunghi trasporti magari nei mercati degli agricoltori di campagna Amica, diffidare dei prodotti che costano troppo poco come certi extravergini che non coprono neanche il costo della raccolta, sono alcuni dei consigli da seguire”.

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