“Il Durt mette definitivamente in ginocchio tutto il sistema delle costruzioni. E manderà sul lastrico decine di migliaia di imprese e di lavoratori, che si aggiungeranno alle 62mila imprese edili chiuse nel 2012 con 122mila addetti rimasti disoccupati. E’ un cappio che soffoca artigiani e piccole imprese: non deve entrare vigore. In pratica, va eliminato al più presto insieme alla responsabilità solidale in materia fiscale e negli appalti. Si tratta di adempimenti ingestibili per le imprese e la Pubblica amministrazione, inutili e oggi insopportabili”. Lo denuncia Rinaldo Incerpi, presidente di Cna Costruzioni. “Siamo indignati – sottolinea Incerpi – il Governo aveva promesso che il decreto del fare sarebbe stato uno strumento utile anche per avviare le attese semplificazioni burocratiche. Ci siamo trovati, invece, con un’autentica bomba a orologeria: ventuno adempimenti in più sulle spalle di artigiani e piccoli imprenditori della filiera edilizia per ottenere i pagamenti dovuti. In un momento in cui le imprese aspettano con  l’acqua alla gola il pagamento di miliardi di insoluti dalla pubblica amministrazione, questa invenzione rischia di incagliare tutta l’operazione pagamenti”. “Nessun imprenditore serio, ripeto, nessun imprenditore serio si sottrarrà mai ai controlli e alle leggi. Combattiamo ogni giorno contro la crisi. L’edilizia ha pagato il prezzo più alto per numero di imprese che hanno chiuso e per lavoratori finiti in disoccupazione. Per questo non abbasseremo la guardia ma faremo tutti i passi necessari contro il Durt, senza escludere il ricorso a manifestazioni, fino a ottenerne la cancellazione. Sarà difficile – conclude Incerpi – per Governo, Parlamento e forze politiche rimanere insensibili”. 

 

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