Le azioni cinesi hanno registrato la scorsa settimana delle forti perdite. Lo Shanghai Composite è sceso, temporaneamente, ai minimi da dicembre 2008. A pesare sono state le tensioni nel sistema finanziario. I tassi overnight, tassi di durata molto breve (una notte appunto), sono saliti di recente ad un livello record. Gli investitori temono che se la situazione nel mercato interbancario non dovesse migliorare potrebbe esserci una stretta del credito all’interno dell’economia stessa con effetti molto negativi nel lungo termine. Non a caso molte banche d’affari hanno tagliato nelle ultime due settimane le loro previsioni sul PIL cinese nel 2013. Dopo aver escluso ogni iniezione di denaro la Banca Centrale della Cina ha tuttavia cercato di tranquillizzare i mercati. Venerdì scorso il governatore Zhou Xiaochuan si è espresso per la prima volta in pubblico sull’aumento dei tassi interbancari. Zhou ha dichiarato che il suo istituto userà ogni sorta di strumenti e misure per adeguare il livello complessivo di liquidità e garantire la stabilità del mercato. Le parole di Zhou hanno fatto rimbalzare la Borsa di Shanghai. I problemi non sono però affatto risolti e l’incertezza tra gli investitori resta molto elevata. Un’ampia ripresa della borsa cinese sembra perciò improbabile. D’altra parte ci saranno anche in futuro titoli che potranno distinguersi positivamente. A favore della Cina parlano inoltre le basse valutazioni. Chi ha un approccio di investimento selettivo potrebbe perciò mettere a segno una performance di tutto rispetto, soprattutto nel lungo termine.

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