Più di due miliardi di euro il giro d’affari. Questo il totale di ciò che gli italiani hanno speso per il cibo di cani e gatti nel 2017. Siamo a 2,05 miliardi, per essere precisi. Un mercato in salute. Il totale di tonnellate commercializzate è stato di 573.940. Numeri che sono stati comunicati da Assalco – Zoomark nell’undicesimo rapporto, quello datato 2018.

Il pet food funziona che è un piacere tra i nostri confini. È anzi in continuo aumento, come la voglia di prendersi cura in modo preciso e salutare da parte delle famiglie dei migliori amici dell’uomo. Nel 2017, +3,8% a valore, +2,4% come volumi. Dal 2014 al 2017, il tasso di crescita annuo composto è stato pari a +3,6% in valore e +1,6% a volume.

Nel nostro Paese, e va detto che siamo in ritardo rispetto ad altri Stati, non c’è un’Anagrafe nazionale degli animali d’affezione, ma la cifra dovrebbe essere stabile intorno ai 60 milioni, 60 milioni e 400 mila, secondo i dati di Euromonitor. Metà di questi sono pesci (circa 30 milioni di esemplari), poi ci sono gli uccelli (13 milioni), i gatti (7,5 milioni), i cani (7 milioni), i piccoli mammiferi e i rettili (intorno ai 3 milioni). Ma nonostante pesci e uccelli si prendano la scena, la spesa è in particolare per cani e gatti. Per i felini, la spesa per gli alimenti è pari al 52,7% del totale (grande distribuzione, petshop tradizionali e catene varie), per un giro d’affari di 1.082 milioni (+3% rispetto al 2016). Per i cani, poi, si spendono 969 milioni (47,3% del totale).

Del resto, da animali ormai sono a tutti gli effetti membri della famiglia i quattro zampe. Un percorso piuttosto veloce dalla cuccia al divano di casa. Un italiano su due, tra quelli con un pet, dedica a lui una grande parte del tempo libero. Il 46% viaggia soltanto se anche il proprio amico può farlo. Il 77% nutre i pet con cibo industriale. Non solo famiglie, però. Sempre più le aziende che permettono a cani e gatti di recarsi in ufficio con i padroni. I cani, per giunta, vengono considerati basilari per l’assistenza ai non vedenti, per il soccorso alle persone diabetiche grazie alla loro sensibilità nello scoprire differenze e sbalzi di glucosio nel sudore o nella saliva.

Gianmarco Ferrari, presidente di Assalco, commenta: “Il rapporto restituisce la fotografia di un Paese che ha crescente sensibilità nei confronti del ruolo sociale dei pet, tanto che viene richiesto anche un maggior riconoscimento giuridico ed economico per i nostri amici a quattro zampe”.