Un’alternativa, e una sfida, alla Banca mondiale e al Fondo monetario internazionale. Ma anche un progetto destinato a sostenere uno sviluppo sostenibile e attento all’ambiente. L’annuncio di una nuova banca di sviluppo internazionale, la Ndb (New Developement Bank), arrivato la settimana scorsa dal vertice che a Fortaleza, in Brasile, ha riunito i cinque paesi “Brics”, Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa, non ha colto di sorpresa. Ma segna un deciso passo avanti.

I leader dei cinque paesi, accomunati dal fatto di vivere una simile fase di crescita economica, hanno deciso di stabilire la sede a Shangai, e di dotare l’istituto di 100 miliardi di dollari, con la Cina nel ruolo di maggiore finanziatore con 41 miliardi, contro i 18 di Brasilia, Mosca e Mumbai e i 5 di Pretoria. Il primo presidente, in carica per cinque anni, sarà indiano.

La presidente del Brasile Dilma Rousseff ha spiegato che l’istituto creerà un organismo a sostegno delle valute dei Brics. Ma la dichiarazione dei cinque leader pone anche l’accento sulla sostenibilità che il progetto vuole perseguire: l’obiettivo della Ndb è “mobilitare risorse per infrastrutture e progetti di sviluppo sostenibile nei Brics e nelle altre economie in via di sviluppo”.  “Abbiamo ben chiaro”, prosegue il testo, “che i combustibili fossili restano una delle principali fonti di energia, ma ribadiamo la nostra convinzione che l’energia pulita e rinnovabile, la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie e l’efficienza energetica possono rappresentare uno strumento importante per promuovere lo sviluppo sostenibile, creare una nuova crescita economica, ridurre i costi energetici e migliorare l’efficienza nell’uso delle risorse naturali”.

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