Bolla speculativa in Borsa dopo la pubblicazione della bozza di contratto di governo tra M5S e Lega? Nel mirino della Consob, l’autorità che vigila su Piazza Affari, finisce Lucia Annunziata, direttore dell’Huffington Post. La giornalista si dice comunque tranquilla e pronta a presentarsi per essere ascoltata, nel caso in cui venisse chiamata. “Quando la Consob aprirà un’inchiesta mi presenterò, sono tranquilla. La bozza del contratto è vera, la pubblicazione è avvenuta il 15 maggio a Borsa chiusa e la famosa speculazione è arrivata dopo”.

Aggiunge Annunziata: “Io ho fatto solo il mio lavoro giornalistico di pubblicare un documento vero, cosa che non ha negato nessuno. E che era sul tavolo di tutti i politici. Solo il giorno dopo è stato detto che era superato”. Che spiega: “Se la Consob mi chiamasse, ci sarebbe da dimostrare un rapporto tra la pubblicazione del documento e l’ondata speculativa” che ha colpito il nostro Paese.

La possibilità che la pubblicazione della bozza venisse esaminata più attentamente dalla Consob si era palesata dopo le parole di Mario Nava, al debutto come nuovo presidente dell’ente. Questo il suo pensiero: “Abbiamo visto la notizia di stampa e stiamo guardando come procedere. Non posso dire nulla di più”. Ma cosa era successo dopo che l’Huffington Post aveva pubblicato la bozza gialloverde? Erano stati bruciati miliardi di euro investiti in Btp in Borsa. Nella bozza veniva messa in dubbio la permanenza dell’Italia nella zona Euro e c’era la proposta di chiedere alla Bce di cancellare 250 miliardi di debito pubblico. Cinque Stelle e Lega, poche ore dopo la pubblicazione, avevano fatto sapere che quel documento era stato ormai superato, ma gli investitori avevano proseguito a vendere Btp, euro e azioni del listino. La paura? Che l’Italia, con i suoi 2.300 miliardi di debito pubblico, potesse creare una crisi irreversibile all’interno della moneta unica.

Dice Annunziata: “La bozza è arrivata in busta chiusa e anonima, ma la fonte era di grande reputazione e la spedizione in quella forma concordata”. Qualcuno, successivamente, avrebbe compiuto illeciti? Secondo il Financial Times, ci sono stati rendimenti stellari per un fondo inglese appartenente ad Alan Howard, causati da scommesse al ribasso contro i nostri titoli di Stato. Al momento, comportamenti fraudolenti da parte di singoli investitori non ne sono stati riscontrati, “ma continuiamo a monitorare” ha detto Nava. “Ogni sera abbiamo una riunione su come sono andati i mercati e abbiamo tutta la nozione delle posizione ribassiste”. La visibilità sullo ‘short selling’ è però limitata alle azioni. Perché per superare la soglia dello 0,5%, oltre la quale occorre fare denuncia a Consob e Bankitalia di una posizione corta sui titoli di Stato, sarebbe necessario ‘shortare’ circa 50 miliardi di Btp. “E’ una cosa che abbiamo segnalato all’Esma e che continueremo a segnalare. In sede europea c’è una certa apertura a discutere” di una revisione al ribasso del tetto.

Nava ha chiuso con un avvertimento ai politici: “A mercati aperti, con le loro dichiarazioni, hanno movimentato l’andamento di Piazza Affari. Massima prudenza e misura quando si parla di società quotate, mi raccomando. Credo che i mercati siano una cosa essenziale per la nostra prosperità. Ma sono anche una cosa delicata che bisogna evitare di perturbare”.