Arriveremo al 90 per cento delle bottiglie in Pet entro il 2025? L’Associazione europea dei produttori di acque in bottiglia (Efbw) ha fissato questo parametro per facilitare il riciclo e riuso. Fa parte dell’Associazione anche Mineracqua e la Federazione italiana delle industrie delle acque minerali e delle acque di sorgente si batte con tenacia per incrementare l’economia circolare.

Ma che cos’è il Pet? E’ il polietilene tereftalato, ossia l’unica plastica riciclabile per uso alimentare al 100%, l’unica usata in Europa per le minerali. In più, tutti i contenitori utilizzati dalle industrie europee, anche quelli in vetro o alluminio, sono già riciclabili. La sfida, dunque, è aumentare la raccolta di plastica, che al momento ha percentuali molto diverse da Paese a Paese. In alcuni Stati membri siamo già al 90%, l’Italia è al 50%, ma ci sono Stati a meno del 20%.

Ettore Fortuna, vicepresidente di Mineracqua, spiega: “Le aziende del settore sono da sempre impegnate nella riduzione dei rifiuti e nella trasformazione del sistema economico in chiave green e sostenibile. Utilizziamo solo Pet per le nostre acque minerali commercializzate in plastica e, in questi anni, abbiamo ridotto del 35% il peso delle bottiglie, immettendo dunque meno plastica nell’ambiente. Già oggi più del 50% dei contenitori in Pet viene raccolto e avviato al riciclo in Italia, noi siamo pronti a raggiungere l’obiettivo di utilizzare almeno il 25% di materiale riciclato nella produzione di nuove bottiglie”.

Prosegue: “Ora sarà necessario l’impegno di tutti, partendo proprio dalla raccolta delle bottiglie che diventa così materia prima – seconda da riutilizzare”. Necessario, dice Fortuna, coinvolgere consumatori e consorzi interessati. Si arriverà al 90% Efbw e Mineracqua hanno pensato ad alcuni impegni: essere forza trainante di tutti gli attori coinvolti nel processo di gestione dei rifiuti, collaborare con l’industria del riciclo per arrivare entro il 2025 a utilizzare, sempre come media europea, almeno il 25% di Pet riciclato nella produzione di nuove bottiglie.

L’Italia è in buona posizione grazie al decreto del 2010: “La collaborazione con la filiera del riciclo sarà dunque orientata all’incremento della disponibilità di Pet”. Ma, “occorre innovare e investire maggiormente nell’eco-design e nella ricerca di materiali in plastica di origine non fossile e bisogna stimolare ancora di più i consumatori, che hanno un ruolo chiave, nel prevenire la dispersione dei rifiuti. Non basta un pittogramma sulle etichette”. Bisogna cambiare la cultura e le abitudini, prima di tutto.