“Credo che sia stata molto saggia la decisione di rinviare l’introduzione di Basilea3, l’insieme di provvedimenti di riforma della preesistente regolamentazione del sistema bancario, predisposto dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, la cui applicazione immediata avrebbe provocato effetti ciclici negativi in una fase molto delicata dell’economia europea”. Ad affermarlo è Rainer Stefano Masera, preside della Facoltà di economia e professore ordinario di politica economica dell’Università degli Studi “Guglielmo Marconi”, intervenuto al convegno “Basilea 3 – Le banche e le imprese: i contenuti, gli aggiornamenti, le prospettive” che si è svolto, lunedì 22 aprile, alla sede di Sadiba, la Scuola di formazione dei dirigenti della Banca d’Italia, a Perugia. Posizione condivisa anche da Paolo Grignaschi, direttore generale della Federazione delle banche di credito cooperativo di Lazio Umbria e Sardegna. “C’è un circolo vizioso nel quale l’Italia è caduta e dal quale può emergere solo con la rimessa in moto dell’economica reale, perché oggi il problema non è la mancanza di credito in sé, quanto il suo deterioramento. Le famiglie e le imprese italiane hanno bisogno delle banche locali e le banche locali hanno bisogno di recuperare redditività, anche attraverso investimenti in innovazione. La strada è quella dello sviluppo di strutture di rete non necessariamente limitate alla natura giuridica degli intermediari”. All’incontro, promosso da Nemetria, centro di formazione sui fattori del post produttivo, i cui lavori sono stati aperti da Antonio Carruba, direttore generale per l’Umbria della Banca d’Italia, e Leonello Radi, segretario generale di Nemetria, sono intervenuti, oltre a Masera e Grignaschi, anche Francesco Cannata, del Servizio normativa e politiche di vigilanza della Banca d’Italia, e Giulio Tagliavini, professore ordinario di economia degli intermediari finanziari dell’Università degli Studi di Parma. Ha introdotto il tema e coordinato i lavori, Loris Nadotti, professore ordinario di economia degli intermediari finanziari presso l’Università di Perugia. Il tavolo tecnico ha fissato alcuni paletti sullo stato attuale, sugli scenari futuri e sull’approccio che Basilea3 haall’interno dell’asse banca impresa. “La non coercività di Basilea 3 – ha spiegato Nadotti – crea una serie di sperequazioni. Ma un fattore di sicuro interesse è l’accento posto sulla qualità del patrimonio che diventa leva importante. La direttiva, inoltre, avrà riflessi anche sulle banche locali esaltando quegli istituti territoriali capaci di essere ben capitalizzati”. “Le dinamiche del credito – ha aggiunto Tagliavini – si confrontano fra domanda e offerta. Occorre rendere coerenti le leggi della finanza di impresa con le leggi della tecnica bancaria”. “Se si mette in discussione la separatezza tra banca commerciale e banca di investimento – ha rimarcato Masera –, dobbiamo mettere in discussione anche Basilea. Che ha un suo limite nell’eccessività complessità. E proprio questo rischia di toccare le piccole banche, realtà importanti per l’Italia”.

 Nella foto : da sinistra Leonello Radi, Antonio Carruba, Giulio Tagliavini, Francesco Cannata, Loris Nadotti, Rainer Stefano Masera, Paolo Grignaschi

 

 

 

                           

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