Il Sud si allontana sempre di più dal resto del Paese e dall’Europa. Il Rapporto Svimez 2013 descrive il Mezzogiorno come un “deserto industriale” certificando nel settore manifatturiero un crollo del 25% della produzione, del 24% dei posti di lavoro e del 45% degli investimenti  in cinque anni. Ma la crisi è complessiva: solo nel 2012 il calo dei consumi delle famiglie meridionali è stato pari al 4,2%, in cinque anni addirittura del 9,3%, risultato anche dell’aumento dell’imposizione fiscale e del calo della spesa pubblica. Gli occupati ormai sono scesi sotto i 6 milioni, tornati ai livelli del ’77, e in vent’anni sono emigrati 2,7 milioni di diplomati e laureati. E la ripresina prevista dal 2014 non riguarderà le regioni meridionali: le stime Svimez prevedono per l’anno prossimo un incremento del Pil dello 0,1% contro lo 0,9% del Centro-Nord e l’1,6% tedesco.

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