Un mondo in continua evoluzione, quello della medicina materno fetale, che richiede una costante formazione dei suoi operatori. Per questo venerdì 9 giugno all’hotel Valle di Assisi a Santa Maria degli Angeli (i lavori proseguiranno anche sabato 10 giugno) si sono ritrovati medici da tutta Italia, ginecologi, neonatologi, ostetrici, pediatri, anestesisti ma anche genetisti e anatomopatologi, per partecipare all’evento Ecm (Educazione continua in medicina) dal titolo ‘Aggiornamenti in medicina materno fetale’. A organizzarlo la Struttura complessa di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale san Giovanni Battista di Foligno diretta da Pier Luca Narducci, relatore e presidente del corso Ecm insieme a Stefania Bori. Main sponsor dell’iniziativa S&R farmaceutici spa per la quale erano presenti Mauro Dionigi e Lucio Leonardi, rispettivamente amministratore delegato e direttore generale dell’azienda di Bastia Umbra che si occupa dello sviluppo di prodotti nutraceutici e dispositivi medici, con focus sull’area ginecologica, urologica e diabetologica, e della loro commercializzazione.

“Si tratta di un congresso a livello nazionale – ha spiegato Narducci – che organizziamo ogni due anni allo scopo di fornire un aggiornamento qualificato con importanti relatori. La due giorni è suddivisa in diverse sessioni che vanno dalla crescita e sviluppo fetale, allo screening in medicina materno fetale, fino alla gravidanza protratta e oltre termine”. “Quello di Foligno – ha aggiunto Narducci – è un centro di terzo livello per la diagnosi prenatale e la medicina materno fetale. Ciò significa che vengono effettuati, oltre a quelli di routine, anche altri esami più specifici. Abbiamo affrontato tematiche quali le problematiche che sorgono in relazione all’accrescimento fetale in utero e la diagnosi prenatale non invasiva a fronte di quella invasiva con esami quali villocentesi e amniocentesi, che ad oggi pratichiamo nel nostro centro ma che probabilmente fra qualche anno saranno superati a favore di pratiche meno invasive, appunto”.

Infine, spazio ad un argomento molto sentito a livello sociale, il parto cesareo. “Il ricorso al parto cesareo ha raggiunto livelli troppo alti e non giustificabili – ha concluso Narducci –. Nella struttura di Foligno abbiamo una percentuale annua di parti cesarei del 28 per cento, ben al di sotto di quella nazionale che è del 35 per cento, ma superiore a quella raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità, che è del 19 per cento. È chiaro che non essendo un modo naturale di partorire non bisogna abusarne ma neanche demonizzarlo perché in taluni casi diventa necessario per evitare conseguenze molto gravi”.