Entro lunedì prossimo i 330mila contribuenti umbri dovranno tirare fuori per la prima rata dell’Imu, in media, una cifra superiore del 51% per cento rispetto a quella dello scorso anno. Secondo l’associazione delle piccole e medie imprese (la Cgia) per un capannone a Perugia mediamente si pagheranno 1.581 euro contro i 1.046 della prima rata versata nel 2012. I casi cambiano naturalmente a seconda che si tratti di seconde abitazioni, fabbricati, uffici o negozi. Ma anche qui il primo versamento, secondo i dati del Ministero delle Finanze, per i perugini passerà dai 564 euro dell’anno scorso agli 852 di quest’anno. Con beneficio per le casse comunali che in questa prima tranche incasseranno circa il 30 per cento in più rispetto al 2012. E’ IMPORTANTE poi conoscere i soggetti che non dovranno pagare la prima rata del 17 giugno. Prima di tutto sono i proprietari di abitazione principale e relative pertinenze, esclusi però i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/1 (Abitazioni di tipo signorile), A/8 (Abitazioni in ville) e A/9 (Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici). Poi sono escluse dal versamento le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprieta indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari. Esclusi anche gli alloggi regolarmente assegnati dagli «Iacp» o dagli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalita degli Iacp, i terreni agricoli e i fabbricati rurali (sia abitativi sia strumentali all’esercizio dell’attivita agricola). IL CONSIGLIO comunale di Perugia ha poi stabilito che il pagamento della prima rata è sospeso anche per le case del coniuge che risulta assegnatario a titolo di diritto di abitazione, ai soli fini Imu, della casa coniugale a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio e gli immobili possedute a titolo di proprieta o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata, nonche le abitazioni possedute dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato a titolo di proprieta o di usufrutto in Italia, a condizione che non risultino locate.

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